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martedì 28 febbraio 2012

Artigianato: dalle piccole botteghe ai prodotti industriali

Fino a pochi secoli fa, non esistevano i grandi magazzini, ne tanto meno i prodotti industriali, la capacità manuale era in grado di creare prodotti di ogni genere atti a soddisfare la vita quotidiana. Il "mestiere" si tramandava talvolta di generazione in generazione, spesso con conseguente miglioramento delle tecniche apprese.
Esisteva il cappellaio, il ciabattino, l'impagliatore di sedie, spesso costruttori di ceste e mobilini di ogni genere, il fabbro il maniscalco il falegname, si filava e si tesseva a mano su telai rudimentali. Ogni paese, città e nazione aveva il suo artigianato locale caratteristico. ogni oggetto era diverso da un altro, raccontava ed aveva una sua storia ben precisa. 
La nascita delle fabbriche, la concentrazione di migliaia di persone nelle città, lo sviluppo, oserei dire, velocissimo delle nuove tecnologie, hanno determinato in men di due secoli un enorme cambiamento.
La produzione industriale di oggetti in serie ha apportato dei  benefici alla nostra qualità di vita, diminuendo i costi e creando posti  di lavoro, ma ci ha privato dell'arte del lavoro artigianale, dell'unicità del prodotto.
Gli artigiani sono diventati veramente pochi, e quei pochi sono spesso ricercati, alcuni mestieri sono andati quasi scomparendo, ragion per cui quando ci capita di entrare in qualche bottega artigiana, veniamo rapiti dal fascino che sprigiona quel mondo antico, fatto di odori e colori: il profumo del legno per chi lavora il legno, la morbidezza di tessuti intrecciati a mano, l'odore del cuoio per chi realizza borse e affini con questo materiale, l'odore dolce dei piccoli negozi che producono sapone  ed essenze. E' un mondo che stà scomparendo e che merita di essere ricordato e aiutato a sopravvivere.

Sapone artigianale


Telaio

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V. B. lw

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