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Handicap e sport: Chiara le sue vittorie e le sue sconfitte

Tra le molte attività che vennero consigliate a Chiara ci furono anche pscicomotricità e lo sport. 
La psicomotricità fu fatta seguire alla bambina in centri appropriati e attraverso terapeuti che si recavano a casa, mentre per lo sport si cercò di dirigersi verso strutture pubbliche con risultati spesso "tragici".
La bambina fu iscritta ad un corso di nuoto in uno dei più grandi centri sportivi presenti a Roma, si trovava vicino alla sua abitazione ed offriva una scelta di orari che si adeguavano alle esigenze della piccola e della sua famiglia.
Iniziò a frequentare il corso di nuoto all'età di quasi 5 anni, aveva paura dell'acqua e non "amava essere presa alle spalle", una raccomandazione che fu fatta all'istruttrice, ma che non ne tenne conto più di tanto, generando urla e crisi della bimba...in più di una situazione.
Le lezioni continuarono con un po' di ansia, la bimba non veniva seguita più di tanto, motivo per cui non imparò a nuotare. Di li a breve i genitori vennero sollecitati a rivolgersi ad un 'altra struttura perchè gli venne detto che la bimba rallentava il corso.
Chiara iniziò un corso  in un'altra piscina dove di li a breve imparò a nuotare.
In seguito la bimba espresse il desiderio di ballare, aveva delle amichette che frequentavano i corsi di danza e così si segnò nella stessa scuola di danza e negli stessi corsi.
Andò tutto bene per mesi, Chiara  non riusciva in tutto, ma comunque si divertiva, stare insieme ad altri ragazzi della sua età non poteva che farle bene, ma...c'è un ma anche in questa storia, arrivò il momento del saggio: Chiara non potè partecipare!
Continuò a frequentare il corso fino all'ultimo mese, quando poi arrivò la sarta per le prove costumi venne velocemente allontanata dalla mamma per evitare che capisse... ma Chiara aveva già capito bene e da un bel pezzo che lei, non avrebbe partecipato al saggio perchè il suo maestro aveva deciso così...
A mio avviso le persone alle volte, permettetemi di dirlo, hanno la sensibilità sotto i piedi. Sarebbe stato sufficiente farle fare un' entrata due stupidaggini e farla riuscire dal palco per renderla partecipe e felice, ma non fu fatto, e pensare che si trattava di un semplice saggio di fine corsi di bambine di 7-9 anni di una piccola e squallida scuoletta di periferia, e non di uno spettacolo al "Teatro della scala"!
Dopo qualche anno tra varie vicessitudine scolastiche che vi racconterò in seguito, la bimba si trovò a frequentare un istituto scolastico di suore  faceva la terza elementare, in quella stessa scuola si tenevano corsi pomeridiani di danza, fu così che Chiara potè finalmente esibirsi, insieme alle sue compagne nel suo prima sensazionale saggio: ne fu felicissima!
In seguito in accordo (ma non proprio) con la sua famiglia insistetti per provare ad insegnare a Chiara a ballare la "salsa cubana", un ballo di coppia che insegno da diversi anni. I genitori erano un po' dubbiosi, nonostante l'entusiasmo manifestato dalla bambina, erano certi che non sarebbe riuscita, la salsa cubana richiede coordinazione e velocità sulle gambe, Chiara è sempre stata motoriamente depressa da un lato del corpo, e sebbene non si percepisse nelle normali attività, nel ballo costituiva un problema, in quanto la bambina era lenta nei movimenti.
Ero sicura che un'attività di questo tipo avrebbe fatto molto bene alla bambina stimolandone la motricità e favorendo un miglioramento anche dal punto di vista "didattico-scolastico": il tempo mi ha dato ragione!
Chiara iniziò le prime lezioni in casa con me e dopo un po' di tempo era in grado di effettuare il passo base e un paio di figure, si decise di inserirla nei normali corsi che si tenevano nella scuola dove in quel periodo stavo facendo assistenza. 
Devo dire che le difficoltà non mancarono, Chiara si stancava dopo 20 minuti, il motivo era che la bimba per anni è stata abituata ad accettare il suo limite e a lasciarsi andare alla pigrizia, non sapeva ancora ne leggere ne scrivere e tutto ciò che costituiva una minima fonte di impegno la stancava dopo poco. 
C'è voluta tanta pazienza e costanza ma alla fine il divertimento ha vinto sulla pigrizia, grazie anche alla collaborazione tempestiva del "maestro" della scuola che, quando mi vedeva affaticata o in crisi  la sollecitava a continuare e a darsi da fare o magari mi dava il cambio per 5 minuti, la novità del momento le restituiva magicamente il sorriso, ciò bastava e ristabilire la tranquillità e a continuare la lezione con me.
Chiara ha imparato a ballare bene, le piaceva e le piace molto, inoltre questo tipo di esercizio, che è andato avanti per anni ha influito positivamente, sia dal punto di vista motorio che intellettivo rafforzando la sicurezza in quella bambina convinta "di non essere capace"!...ora anche lei era in grado di fare qualcosa che molti altri esseri umani non sanno fare: ballare! Questo la faceva sentire fiera di se. Anche in questa disciplina ha potuto partecipare ai saggi e godersi il suo momento di "gloria" con tanta felicità.




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