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Disabilità, Handicap, autismo: i pregiudizi del 2000

Si parla tanto di disabilità, di handicap, si attuano politiche sociali e architettoniche atte ad abbattere il muro che relega questa categoria di persone in un angolo circoscritto "al loro ambiente", ma diciamocelo nel 2000 al di là di tutto non esiste ancora in Italia una maturità sociale effettiva verso il disabile, l'handicap e qualunque persona fisicamente o intelletivamente diversa. 
La "barriera delimitante il diverso" esiste, forte tangibile presente, la si evince dagli sguardi, le parole, gli avvenimenti cui sono soggette quotidianamente  le persone disabili.
Mi occupo da anni di una bimba, ormai ragazza di cui ho parlato diverse volte nei miei articoli proprio in questa sede, condivido con lei e la sua famiglia problematiche inerenti la sua educazione scolastica, assistenziale, sociale. Dove ammettere, con profondo rammarico che il verificarsi di situazioni poco gradevoli mi hanno spinto a scrivere la sua storia, perché ritengo doveroso denunciare, per quanto è in mio potere (poco),  tutto ciò che aleggia intorno al mondo della disabilità. Oggi mi trovo a scrivere, nuovamente perché colpita da un video pubblicato sulla mia bacheca di facebook, da un'amica, madre di un bambino in tenera età affetto da sindrome autistica. La sua ansia scaturita dalla vista del "video incriminato" registrato qualche anno fa, mi ha fatto rabbia e tenerezza allo stesso tempo. 
Madri che si trovano ad affrontare duramente la disabilità del proprio figlio, trovano scarso appoggio nelle strutture sociali, e ancor meno, nel singolo cittadino, scarsamente sensibilizzato e spesso ignorante, da sfogo al proprio io nei confronti del "diverso" in modo spesso raccapricciante.
Sembra che l'essere umano voglia, in una sorta di auto difesa , allontanare tutto ciò che in qualche modo lo disturba: <<la disabilità disturba!>>... me ne rendo conto ogni volta che, su un social network viene pubblicata una immagine, un video un post inerente l'argomento, è come se il pubblico di "facebook" (od altro), lo ignorasse...
Il post diventa "fastidiosamente invisibile" un atteggiamento di rifiuto totale avvolge la pubblicazione del post. Ben diversa è la reazione al post divertente allegro solare, stupido o vagamente erotico, commenti condivisoni e click sul "mi piace" fioccano come acqua in un temporale invernale.
Mi domando: <<perché?...perché nel 2012 la gente vuole assolutamente tirarsi fuori da ciò che non trasmetta benessere allegria e divertimento?...>>, la vita è fatta di positività e negatività mescolate insieme, e un miscuglio di bene e male, di allegria e dolore, vittorie e fallimenti, malattie, disabilità, handicap, omosessualità, ricchezza e miseria, guerre e quant'altro fanno parte del vivere comune e quotidiano, far finta che alcune dinamiche sociali non ci riguardino e non ci interessino è sbagliatissimo ed è segno, a mio avviso, di un enorme immaturità sociale: << Quello che oggi riguarda questa mamma e suo figlio, domani potrebbe riguardare te, non dimenticarlo mai>>! E ora guardatevi questo video...dopo lo sponsor (inadeguato) inizia il racconto...Vai al video...>>>



Commenti

  1. Mara, ti dico la verità, ho scritto e cancellato il commento non so più quante volte... ci sono cose che vorrei scrivere ma al momento credo non sarei obiettiva e neppure democratica perciò taccio.

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    1. "Se non è normale non dovrebbe portarlo in giro"? Altro che giornali, era da denuncia!

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  2. Si era da denuncia... ma ti assicuro che di madri e figli che vivono situazioni di questo tipo ne è pieno il mondo...dovrebbero fare non si sa quante denunce nel corso della loro vita...credo che l'unica casa che si possa fare realmente è rendere queste vicende più visibili possibile in modo da sensibilizzare le persone e renderle partecipi di queste realtà...E crescere i nostri figli e le nuove generazioni in genere in modo da non creare dei "mostri di adulti...ma persone partecipi, sollecite e sensibili anche a realtà "diverse dalla loro normalità"...

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  3. Sono un po' emozionata e forse dovrei aspettare per scriverti, ma sento di volerti ringraziare subito...

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  4. Leti :-)ma non devi ringraziarmi...è una cosa che mi sentivo di fare e l'ho fatta...sarebbe bello la facessero anche gli altri blogger ogni qualvolta vengano a conoscenza di situazioni simili... fare sana informazione e propaganda per un scopo utile e un buon fine è giusto, sano e deveroso

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  5. ottime considerazioni, cara mara. e sono d'accordo con te che bisogna parlarne più che si può, far conoscere, denunciare, portare a conoscenza...
    monica c.

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