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martedì 24 aprile 2012

Il tango e le sue origini

Il tango germoglia nei sobborghi ( arrabal) di Buenos Aires intorno all'Ottocento, tra le popolazioni  miste di soldati, immigranti e contadini. 
il tango vero e proprio, quello Europeo  nasce nel 1870 da un genere di canzoni chiamate payada che i gauchos accompagnavano con la chitarra  e che proveniva da due grandi filoni candombe (antico rito degli schiavi argentini e uruguayani) e milonga, una sorta di parodia inventata dai bianchi riferita ai canti usati nel carnevale dai neri e in seguito integrata nel repertorio dei payadores. 
La milonga diventa in breve tempo, un ballo popolare che possiede al suo interno una certa sfrontatezza dovuta alla posizione e alla dinamica stessa del ballo, in breve tempo si unisce al tango dando vita al "tango - milonga" o milonghero.
La melodia del tango caratterizzata dal suono del basso sincopato, proviene dall'habanera, pervenuta da Cuba per mezzo dei marinai, intorno al 1850. In seguito si trasformerà nell'espressione argentina del tango.
Questa forma danzaria subirà diverse influenze e modificazioni fino ad arrivare alla fine dell'ottocento ad assumere coreograficamente, delle figure caratteristiche  dove l'uomo e la donna sono l'uno di fronte all'altra, il tango si manifesta in modo teso e fremente, ballando guancia a guancia, si discosta quindi notevolmente dall'originario e festoso candombe, mantenendone tuttavia due figure: corte (l'arresto), e la quebrada ( la torsione del busto).
La prima pubblicazione su di un giornale argentino in riferimento al tango, avviene nel 1866, in quell'occasione si parlava di un brano  musicale La Coqueta, a cui veniva attribuita la per la prima volta la denominazione di "Tango".
Sempre in Argentina nel 1910, compaiono i primi trii musicali di tango formati da clarinetto chitarra o arpa, il clarinetto talvolta veniva sostituito da un flauto, in seguito si formeranno i quartetti, nei quali sarà presente anche la fisarmonica, strumento tipico delle orchestre di tango, mentre il flauto verrà sostituito dal bandonèon, un altro strumento fondamentale dalla tecnica difficile  e il fraseggio cadenzato.
Agli inizi del 1900 il tango conquista l'Europa e l'America grazie a due brani musicali: El Choclo e La Marocha.
Un nome di rilievo come espressione musicale del tango argentino, è sicuramente quello di Alfredo Gobbi, il quale dal 1907 al 1915 incide numerosi dischi  di tango  a Parigi, Londra e Filadelfia.
In pochi anni il tango conquista la capitale francese,nascono  numerosi   i concorsi, sempre più frequenti gli spettacoli offerti nei vari locali tra cui il famoso Moulin Rouge.
Negli anni 20 in Europa e negli Stati Uniti  sorsero numerose scuole di ballo e case da tè dove si gioiva di questa nuova forma danzaria che in breve approderà in teatri, cinema e Hotel ad Hollywood farà la sua prima comparsa nel film "I quattro cavalieri dell'Apocalisse", in cui Rodolfo Valentino interpreterà un focoso tango in costume da gaucho. 
Numerosi ballerini si specializzarono nel tango definito "da salone", un genere codificato, complesso  e raffinato le cui figure per la maggior parte, esistono tuttora, tra le figure più rappresentative di questo genere ricordiamo due ballerini: Veloz e Yolanda.
La chiesa cattolica condanna il ballo considerato lascivo  e volgare, ma ciò nonostante in breve tempo la sua espansione interesserà anche l'Inghilterra  la Germania e tutta l'America latina.
Musicalmente subirà un'altra evoluzione con la nascita dei sexteto, introducendo violino e piano  ad opera  di Julio de Caro, il quale trasformerà il tango  in una musica a vocazione artistica, con tocchi lirici e arrangiamenti ricercati, inoltre si adotterà la battuta a quattro tempi mantenendo i ritmi del candombe e della milonga.
negli anni 20  emerge un grande cantante fortemente rappresentativo  Carlos Gardel che morirà tragicamente nel 1935 in un incidente aereo. Negli anni a seguire il regime argentino  coincide  con il deteriorarsi della situazione sociale ed economica del paese e il tango risente  di queste influenze subendo un declino, l'unica innovazione che appartiene a questo periodo  è  dovuta all'introduzione del ritmo canyengue di origine bantu.
Negli anni che vanno dal 1940 il tango rinasce arricchendosi sia sul piano letterario che musicale, risentendo notevolmente delle influenze jazz. tra gli  interpreti di questo periodo ricordiamo: Anibal Troilo, un grande virtuoso del bandoneon, il pianista Osvaldo Pugliese,  e il musicista Horacio Salgàn. negli anni seguenti 1960  avverrà una vera e propria rivoluzione del tango ad opera di Astor Piazzolla che per la prima volta introdurrà il tango da concerto.

Tngo argentino
                                                        

Sexteto di Julio de Caro

7 commenti:

  1. sei una vera intenditrice, mi piacerebbe imparare il tango... :))

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  2. A me piacerebbe avere una sicurezza generale, che mi consentisse di divertirmi con qualsiasi ballo, questo compreso.

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  3. Il tango però personalmente non mi appassiona molto

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  4. Be da questo punto di vista il ballo è terapeutico aiuta ad acquisire sicurezza

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  5. Non ci sono tagliata per i balli, però scopro che è appassionante anche leggerlo .. pur se non lo si pratica.. Mi è piaciuta molto questa sintesi tanguera .. :-)

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  6. Io adoro il tango, quello figurato mi commuove addirittura... stupendo! :-)

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  7. Brava Lauretta, mi fa piacere...
    Lavia il ballo non è altro che l'espressione della nostra personalità...

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V. B. lw

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