Cambio di asilo: Disabilità="Chiara"è costretta a cambiare!

Dopo aver trascorso due anni nell'istituto di suore, in cui si trovava anche il fratello maggiore, i genitori di Chiara vengono  sollecitati a trovare un altro istituto, il motivo primario deriva dall'impossibilità di fornire alla bimba un opportuno sostegno didattico, forse l'avvicinarsi delle scuole elementari preoccupa le suore?...
I genitori di Chiara iniziano il pellegrinaggio da una scuola all'altra e si rendono conto, in breve tempo, che le strutture private non gradiscono bambini disabili, ricordo che Chiara è affetta da ritardo cognitivo. Ritengo doveroso citare un caso specifico in cui una suora, sebbene apparentemente molto dispiaciuta, si permise di esordire in questo modo:<< signora mi dispiace molto, ma qui la gente paga profumatamente per i propri figli, in questo contesto sociale non possiamo mescolare la frutta di qualità con la frutta marcia>>...non credo che ci sia bisogno di ulteriori commenti.
Chiara venne iscritta in una scuola pubblica di zona dove trascorrerà altri due anni di asilo, fino al compimento del settimo anno di età.
All'inizio la bimba non fu accettata con serenità dagli altri genitori, bastò un semplice episodio per gridare "all'untore" descrivendo una bimba dolce e tranquilla come "pericolosa e aggressiva", tutto questo a causa di un incidente involontario in cui Chiara nel chiudere la porta della classe schiaccio la manina di una compagna.
Non so voi, ma io personalmente quando avevo tre figli piccoli avevo provvisto porte e cassetti di accessorio di sicurezza, perché uno degli inconveninti più frequenti consiste proprio nello schiacciamento di qualche dito o manina mentre si aprono e si chiudono.
La situazione, per nulla simpatica si trascinò fino al giorno in cui la mamma di Chiara assistette involontariamente come spettatrice "all'epoca ancora anonima" ai commenti ingiuriosi e pesanti, da parte di alcune mamme delle classe di Chiara, nei confronti di sua figlia. La reazione primaria fu, oltre al grande dolore, e alla rabbia, quella di spiegare che sua figlia non fosse ne pericolosa ne aggressiva (non lo è mai stata), e le apostrofò concludendo:<<voi dovete solo ringraziare Dio che vi ha concesso la fortuna di avere dei bambini sani>>. Si, concordo pienamente! Molte persone non si rendono minimamente conto delle problematiche che insorgono in situazioni del genere, sia per il bimbo in questione che per la famiglia, inoltre molto speso il bambino "diverso" viene vissuto con fastidio e discriminazione, sia negli ambienti scolastici che sportivi, fortunatamente non è sempre e solo così, ma le ferite inferte a questi bimbi e alle loro famiglie sono decisamente molte...


La rabbia è forte
un dolore lacera la mente e il cuore
la forza ti sostiene,
le parole del riscatto 
escono come un fiume in piena.

Poi nel silenzio del tuo dolore,
passata la tempesta
avvolta da anime amiche
lasci che le lacrime scendano  liberamente.
riconquistando un equilibrio precario,
nella consapevolezza di un domani
 affolato lungo la via,
di "montagne da scalare".

Per Francesca

Mara Mencarelli


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