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sabato 11 febbraio 2012

Navi a vela evoluzione delle imbarcazione nel 500 "Nina, Pinta e Santa Maria"

Negli anni che vanno dal cinquecento al seicento, i confini del mondo e della mente umana si allargano subendo una evoluzione una mescola di culture e popoli. Si comincia ad ipotizzare e a ricercare nuove terre e sulle carte nautiche viene disegnata una nuova geografia che anticipa la scoperta di nuovi continenti, l'unico mezzo per raggiungerli e scovarli e viaggiare via mare.
E' così che gli uomini investono le loro energie nello sviluppare imbarcazioni resistenti in grado di veleggiare gli oceani alla scoperta di nuovi mondi.,
Nascono così i galeoni, i velieri, i mercantili, e le ben note caravelle, fu proprio con "tre caravalle"  la Nina , La Pinta e la Santa Maria che Cristoforo Colombo scoprì nuove terre e sbarco a Cuba il 28 ottobre 1492.


Nina e Pinta


Santa Maria


Già in precedenza erano presenti grandi imbarcazioni, (galeazza veneziana) ma rispetto al passato le nuove navi sfruttano l'energia del vento grazie all'introduzione di grandi vele che tendono a sostituire la presenza dei rematori.
La galeazza è un'imbarcazione da guerra, originaria di Venezia  usata principalmente nel Mar Mediterraneo a partire dal XVI secolo. La galea Spagnola si differenziava dalla galea veneta, per le maggiori dimensioni, la linea meno affusolata e il gran numero di artiglierie, la possibilità, (esclusiva tra le galee)  di effettuare il tiro laterale.


Galeazza Museo Navale  di Venezia fotoMyriam Thyes
                                   

                                             

Questi navi, rappresentarono il passaggio tra la galea e il galeone.
Grandi navi mercantili in grado di trasportare grandi quantitativi di merci, navi da guerra "Vascelli" sulle cui fiancate presentano fino a 130 cannoni. La necessità di esplorazione, può, grazie a queste nuove imponenti creature trovare "soddisfazione", così come il commercio via mare, subì un enorme svolta.
I galeoni erano più robusti e grandi delle galee, e unirono le doti di manegevolezza di quest'ultima ad una struttura decisamente più forte adatta per solcare mari e oceani ed imbarcarsi in animosi scontri bellici.
Un galeone del XVI secolo misurava  mediamente 40 - 42 m per una larghezza di una decina di metri. I galeoni minori avevano tre alberi, l'albero trinchetto, che a sua volta possedeva tre vele l'albero di maestra che ospitava tre vele quadre, come il primo,  la vela di maestra, la vela di gabbia ed il velaccio di maestra, eventualmente seguita da un controvelaccio. Invece l'albero di mezzana  ospitava generalmente una vela latina, la vela di mezzana. Sui galeoni più grandi era presente anche un quarto albero, detto contromezzana o bonaventura, il quale era armato anch'esso da una vela latina. L'equipaggio dei galeoni era costituito da circa 300 persone. Oltre ad essere una evoluzione della galeazza, il galeone includeva numerosi elementi della Caracca.


File:Spanish Galleon.jpg
Galeone spagnolo
              


La Caracca era un veliero strutturato con tre o quattro alberi sviluppato durante il XV secolo. Aveva una poppa  alta e rotonda con castello di poppa, un castello di prua e bombreso a prora,  fornita di un albero di trinchetto e uno di maestra sempre a vele quadre, inoltre presentava un albero di mezzana a vele latine, nella sua struttura anticipava la forma e la struttura del futuro galeone: la poppa piana e non rotonda cosa che invece caratterizza la cocca che era sempre tale anche quando armata con quattro alberi. La Santa Maria di Cristoforo Colombo, era una Caracca.


                                  

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V. B. lw

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